Dopo i giorni dell’entusiasmo… degli occhi (miei) sfavillanti di fronte alle meraviglie che ho visto e che ho annusato.. rapita in estasi dalla poesia di uno o mille Aromi diversi..
(Immagine da :http://cresycaradonna.files.wordpress.com)
..dopo il naso saturo di mille odori.. dopo essere uscita dal magico caleidoscopio di luci, suoni, volti e, ovviamente, di aromi… che è il Pitti (come qsi altro evento del genere)..
....oggi è il tempo delle riflessioni e dei bilanci ( parola che detesto..ma non trovo un termine più appropriato di questo ).
E’ stato un bel Pitti, per me ?
Sono soddisfatta di quello che ho visto e annusato ?
Le risposte devono necessariamente prendere due strade diverse, perché cambiano molto a seconda di cosa vado a valutare.
Ma oggi voglio fare una riflessione sull’organizzazione dell’evento e non sui profumi e brands presenti in fiera.
E perché la mia riflessione sia completa e, soprattutto, comprensibile a chi avrà voglia di leggermi, devo partire dall’inizio..
Non sono una blogger da molto tempo (diciamo pure che ancora faccio fatica a pensare a me in questi termini) e, quindi, questo Pitti costituiva la mia prima partecipazione ad una manifestazione del genere non più “solo” come appassionata, ma anche come blogger, per l’appunto.
Ho seguito la strada regolare e ho cercato di farmi registrare, diverso tempo prima del Pitti, come “stampa”, seguendo la indicazioni presenti nel sito ufficiale della manifestazione.
Niente da fare: a quanto io ricordo (ma forse ho visto male io o non ho saputo cercare),per poter avere un pass d’entrata come stampa dovevi mandare nientepopodimenoche.... copia del tuo contratto di lavoro con una testata oppure copia del tesserino di giornalista o , se non erro, una dichiarazione del direttore del giornale che ti aveva commissionato quel lavoro !!! Quindi.. nothing for me !
Ma io non mi perdo d’animo e sapendo che, a quanto mi era stato detto da amici, i blogger sono da sempre considerati come “stampa”, scrivo una mail ad un indirizzo preciso che ho trovato nel sito del Pitti, presentandomi e chiedendo cosa dovevo fare per poter entrare come “stampa”, visto che avevo intenzione di passare più di un giorno in quel di Firenze.
Nessuna risposta giunse mai.
Ribadisco che io sono una che si arrende facilmente !!
E sono, tendenzialmente, anche un’ottimista, per cui penso sempre che, in un modo o nell’altro, le cose vadano a posto.
E sono, tendenzialmente, anche un’ottimista, per cui penso sempre che, in un modo o nell’altro, le cose vadano a posto.
Infatti, dopo qualche giorno, mi arriva a casa un invito per partecipare al Pitti come “addetta del settore” e me lo manda un espositore che manco mi conosce, ma da cui ho acquistato on line un prodotto, non appena aveva aperto il sito del suo brand.
Il problema, per me, era risolto.
Sabato,nella giornata aperta al pubblico, entro con un bel gruppetto di amici del forum di Adjiumi, pago il biglietto di €10,00 e inizia la... festa.
(Immagine da : http://www.verdinrete.it/verdelitorale/fuochi.jpg)
Mi riservo, dunque, di usare l’invito il giorno successivo.
(Immagine da : http://www.verdinrete.it/verdelitorale/fuochi.jpg)
Mi riservo, dunque, di usare l’invito il giorno successivo.
Mi accorgo subito che c’è una sorta di “leitmotiv”, un po’ fastidioso, che ritrovo ad ogni stand, cioè una domanda che mi sento ripetere sempre (salvo, ovviamente, agli stand in cui mi conoscono bene da tempo, come, ad esempio, da Campomarzio70 e da Kaon-Laboratorio Olfattivo ): “ Ma lei ha un negozio? O semplice appassionata?”
Prima considerazione: se è la giornata aperta al pubblico, reputo che gli espositori dovrebbero aspettarsi che 9 persone su 10 siano “solo” degli appassionati.. no ?!!
In seconda battuta mi viene da pensare: cosa ti cambia sapere chi sono io, quando mi avvicino per annusare ?
Non appena fornisco la risposta e paleso il mio status di mera appassionata, l’espositore (salvo, sempre, le debite eccezioni, ovviamente !!!!!) perde interesse.. non mi considera.. passa ad altra persona..
Bho..poco male. Io mi arrangio più che bene ad annusare da sola.. anzi...
Bho..poco male. Io mi arrangio più che bene ad annusare da sola.. anzi...
Ma la “rogna” arriva quando chiedo se ci sono dei samples disponibili… magari dopo aver visto che nel mobiletto che era appena stato chiuso c’erano scatole e scatole di campioncini o..peggio ancora.. vedendoli in bella mostra sul tavolo !!!
La risposta (fatte salve, anche qui, un paio di persone che si contano sulle dita di 1 mano) è sempre la stessa : “NO”
Qualcuno, forse meno incline a mentire, mi dice, anzi, che i samples e i gadget (mi sono permessa di chiedere una borsa di carta vuota dato che non sapevo più dove mettere le moulettes e le brochure) sono riservati alla stampa e ai negozi.
Esco dal primo giorno del Pitti con un gusto un po’ amaro in bocca.. vagamente incavolata.. lievemente delusa.. decisamente infastidita (anche dalla temperatura da fornace che alleggia dentro la Leopolda ).. e molto pensierosa.
Mi chiedo, infatti, già sabato sera, che senso abbia fare una giornata dedicata al pubblico se, poi, questo pubblico viene considerato un visitatore di serie B e se comunque, nella giornata del pubblico, ci sono anche molti addetti del settore che partecipano.
Mi chiedo, infatti, già sabato sera, che senso abbia fare una giornata dedicata al pubblico se, poi, questo pubblico viene considerato un visitatore di serie B e se comunque, nella giornata del pubblico, ci sono anche molti addetti del settore che partecipano.
Ma dopo una notte di sonno sono pronta, domenica mattina, ad entusiasmarmi nuovamente e a rituffarmi nel magico mondo degli Aromi !
(Immagine da : http://www.riminibeach.it)
(Immagine da : http://www.riminibeach.it)
Con il mio bell’invito in mano, mi reco alla prima cassa disponibile e... sorpresa : la signorina mi dice che per farmi entrare io devo avere o una ragione sociale o un biglietto da visita.
Le dico che non ho né l’uno né l’altro, ma le chiedo se, ove non bastasse l’invito nominale (!!!) che ho in mano, posso entrare come blogger…
Non esiste proprio !
Mi dice che, in tal caso, siccome non ho un negozio, né una ragione sociale, né altro.. (tipo ???????????), allora devo far venire l’espositore in cassa per accreditarmi.
Non esiste proprio !
Mi dice che, in tal caso, siccome non ho un negozio, né una ragione sociale, né altro.. (tipo ???????????), allora devo far venire l’espositore in cassa per accreditarmi.
Mi trattengo a stento dal dirle in faccia cosa penso di lei e del suo modo di trattare le persone (del tipo che se non sai stare a contatto con il pubblico, forse è bene pensare ad un cambio di lavoro !!) e mi allontano per non fare una chiassata in mezzo ad altre persone.
Mi calmo e medito il da farsi.. più che certa che un modo per entrare ci deve essere e sempre più certa (specie vedendo altre persone, che conosco, entrare senza problemi) anche del fatto che ho tutti i titoli per poter entrare anch’io.
Vedo che l’ultima cassa è vuota.. e che c’è una scritta sopra : OSPITI
Mi reco lì, esibisco il mio invito alla signorina della cassa e le dico che non riesco a capire come mai la sua collega non mi ha fatta entrare.
La signorina, questa sì gentile e disponibile, mi fa entrare senza problemi come ospite di quell’espositore che, in effetti, mi aveva invitata all’evento..
Non vi dico l’espressione ebete che dovevo avere quando scopro ( sì..lo so.. sono un’inguaribile ingenua.. ) che.. addetti del settore – stampa – ospiti.. non pagano !!!
Ok.. in un modo o in un altro sono dentro e son felice di essere riuscita ad entrare !!
Ma la mia sorpresa continua quando mi accorgo di quanto la musica sia diversa oggi ( domenica) rispetto a ieri (sabato)
Si dà per scontato, infatti, che io sia un’addetta del settore e mi si viene addirittura incontro quando entro in uno stand..
E quando rivelo che non ho un negozio, ma che sono una blogger e che scrivo pure su di un forum, vengo trattata con gentilezza e disponibilità pure maggiori. E compaiono pure dei samples.. guarda un po’..
Questa è la storia.
Ora passiamo alle considerazioni.
Intanto mi è impossibile non fare un paragone con Esxcence, a Milano.
Lì non ci sono giornate separate, tutti possono entrare sempre e non si paga mai. Unico obbligo: quello di pre-registrarsi on line e scaricarsi il biglietto che ti viene spedito via e-mail, da esibire, poi, all’ingresso.
Mi chiedo, quindi, quale sia il senso di fare, invece, a Firenze, una divisione così netta tra pubblico e “addetti” e, soprattutto, di far pagare solo il pubblico.
Ma, soprattutto, mi chiedo il senso di aprire al pubblico una Fiera che, a quanto ho potuto vedere, ha come intento primario il trovare il contatto con profumerie.. negozi.. distributori..
Meglio, forse, riservarla a queste persone e lasciare al pubblico solo la Fiera di Milano o, ancor meglio, farne un’altra solo per il pubblico.. magari più breve…magari in altra data e/o sede (butto lì.. Roma?)..
E ancora mi chiedo (sì..oggi sono piena di domande.. ) se esistano delle regole certe che mi permettano di capire se un blogger può entrare come stampa o no.
E, se sì, quali siano i requisiti per avere questo “privilegio”; se esistano, cioè, blogger di serie A ( che entrano) e blogger di serie B (che no entrano)..Solo per sapere, qualora decidessi che mi interessa, cosa dovrei fare per assurgere al gradino più alto..
Poi mi chiedo, ancora, il senso di una distinzione tra pubblico e addetti, laddove, poi, in concreto, ognuno (o quasi) potrebbe procurarsi un invito come il mio (a me è arrivato dal cielo, ma di certo potevo trovare il modo di averlo da qualcuno, se solo avessi saputo che bastava così poco !!) ed entrare , gratis (!), assieme a venditori, stampa e quant’altro..
Infine, per concludere, vorrei davvero capire come mai la categoria degli appassionati (di cui io faccio parte da sempre e di cui continuerò a far parte per sempre) venga così bistrattata.
In fondo, è l’appassionato che compra le fragranze (tante fragranze !!)…è l’appassionato che deve essere convinto a comprare qsa.. è l’appassionato che parla sempre, ed incessantemente, di profumi ovunque gli capiti… e tutti sappiamo che il passaparola è la miglior pubblicità..
Mi sembra, pertanto, una mossa quanto meno un po’ sciocca, questa scarsa attenzione verso il pubblico amante dei profumi, che peraltro paga pure il biglietto.
Forse ha ragione un amico che ha detto, un po’ provocatoriamente: “Fateci pagare anche €20,00 allora!! Ma trattateci con i guanti e forniteci un kit di samples completo !!”
C’è di che riflettere su questo Pitti.. sì.
Di certo io so che il prossimo anno mi comporterò in modo diverso.
Di certo mi porto a casa un bagaglio di delusione e amarezza che, in parte, rovina questi giorni che, per me, potevano essere solo fonte di gioia ed emozione.
Di certo mi porto a casa un bagaglio di delusione e amarezza che, in parte, rovina questi giorni che, per me, potevano essere solo fonte di gioia ed emozione.





















